Che cosa si intende per portatore inattivo di HBsAg?

Autore: Prof. Beat Müllhaupt

Aggiornamento: 07 / 2012

Risposta: 075-I

Un portatore inattivo di HBsAg è un soggetto con:

  • infezione cronica da HBV (definita dalla presenza di HBsAg nel sangue per più di 6 mesi),
  • valori normali delle transaminasi e
  • un titolo di HBV DNA nel siero assente o inferiore a 2000 IU/ml rilevato mediante PCR.

La prognosi per questi pazienti è buona e la terapia antivirale di regola non è indicata. Studi a lungo termine superiori ai 18 anni indicano che le transaminasi in genere restano costanti, nei limiti della norma, e che il rischio di sviluppare una cirrosi o un carcinoma epatocellulare è molto basso. Nel 20-30% dei casi, tuttavia, si può osservare una spontanea riattivazione dell’epatite con un aumento delle transaminasi e dell’HBV DNA. Questo accade frequentemente in casi di immunosoppressione o durante un trattamento chemioterapeutico. In rari casi, 1 – 3% all’anno, è possibile osservare una perdita di HBsAg e lo sviluppo di anticorpi anti-HBs.

Si raccomanda un controllo delle transaminasi 1 o 2 volte all’anno nei portatori inattivi di HBsAg. I pazienti non devono consumare alcol regolarmente e i/le loro partner devono essere vaccinati/e contro l’epatite B. Se si deve avviare un trattamento immunosoppressore (per esempio a base di corticosteroidi) o chemioterapeutico (ad esempio con rituximab o altri agenti), è importante ricordare che sarà anche necessaria una terapia antivirale, ad esempio con lamivudina. Questa terapia deve proseguire almeno 3-6 mesi dopo il termine della chemioterapia. Se si decide di interrompere il trattamento antivirale, i pazienti devono essere seguiti con attenzione per poter individuare immediatamente una eventuale riattivazione.

Referenze:

Fattovich G. Natural history of hepatitis B. J Hepatol 2003;39:S50-8.

EASL practice guidelines: Management of chronic hepatitis B virus infection. J Hepatol 2012 (in press)