Vaccinazione contro l'HBV

Chi deve essere vaccinato contro l’epatite B?

Autore: Prof. Claire-Anne Siegrist

Aggiornamento: 10 / 2007

Risposta:

La protezione fornita dalla vaccinazione contro l’epatite B è stata a lungo “riservata” alle persone che presentavano un rischio di contrarre l’epatite B superiore alla media. Questi gruppi di persone ad alto rischio comprendono gli individui a stretto contatto con una persona che ha contratto l’infezione, i neonati nati da madri con epatite cronica B (che devono venire vaccinati alla nascita in modo da evitare il rischio del 90% di contrarre un’infezione cronica), tutti gli individui esposti a sangue potenzialmente contaminato o nel contesto della propria professione (per es., operatori sanitari, personale addetto alle ambulanze, poliziotti) o per esposizione a siringhe/aghi/utensili contaminati e infine persone che hanno diversi partner sessuali.

Tuttavia, gli studi hanno dimostrato che circa la metà delle persone che contraggono un’epatite B non possiedono nessuno di questi fattori di rischio. Oggi sappiamo che circa 1 su 20 persone che vivono in Svizzera contrae epatite B fra i 18 e i 45 anni d’età, probabilmente tramite un rapporto sessuale con una persona che non è a conoscenza della propria infezione (portatore inattivo). Questo significa che tutti i giovani presentano un rischio di 1/20 di contrarre epatite B non appena diventano sessualmente attivi. Si raccomanda pertanto attualmente di vaccinare tutti i giovani prima dei 16 anni. Per una persona che abbia superato i 45 anni, la vaccinazione è indicata solo se quella persona fa parte dei gruppi ad alto rischio qui sopra specificati.

Referenze:

Reichen J et al. Hepatitis B Virusinfektion: Diagnose, klinische Folgen, Therapie und Prophylaxe. PRAXIS 2002;91:307-319.

Allgemeine Empfehlungen zu Impfungen. Stand Juni 2003. Supplementum XVI zum blauen Ordner Infektionskrankheiten. Empfehlungen des Bundesamtes für Gesundheit (BAG) und der Schweizerischen Kommission für Impffragen (SKIF): 1-24.

Empfehlungen zur Hepatitis-B-Impfung. Bull BAG 1998;36:4-5.

Impfempfehlungen in der Schweiz. BAG Bulletin 45 (25.03.2006), p. 817-821.
Link:
http://www.bag.admin.ch/themen/medizin/00682/00685/02112/index.html?lang=de

Recommandations de vaccination en Suisse. Position de l'OFSP (25.03.2006), p 817-821.
Link:
http://www.bag.admin.ch/themen/medizin/00682/00685/02112/index.html?lang=fr

Quali sono i vaccini disponibili?

Autore: Prof. Claire-Anne Siegrist

Aggiornamento: 10 / 2007

Risposta:

Sono disponibili diversi vaccini contro l’epatite B, tutti prodotti in base allo stesso principio (vaccini ricombinanti) e tutti contenti lo stesso antigene: l’envelope del virus (HBsAg), contro cui devono essere diretti gli anticorpi per poter neutralizzare il virus. Certi vaccini proteggono solo contro l’epatite B. Questi sono Engerix-B® (GlaxoSmithKline), Gen-H-B-Vax® (Aventis Pasteur MSD), HBVAXPRO® (Aventis Pasteur MSD) e Heprecomb® (Berna Biotech). Sono messi in commercio con diverse concentrazioni a seconda che debbano essere utilizzati dai bambini o dagli adulti.

Esiste un vaccino ricombinante che protegge dall’epatite B e dall’epatite A: il vaccino Twinrix 720/20 (GlaxoSmithKline), particolarmente apprezzato da chi compie dei viaggi, attualmente disponibile in un’unica concentrazione e che può venire utilizzato dai bambini e dai ragazzi fino a 15 anni di età (2 dosi) e dagli adulti (3 dosi).

Nell’anno 2000 è stato sviluppato un vaccino per i neonati che associava il vaccino contro l’HBV ad altri vaccini per i bambini (antidifterico, antitetanico, antipertossico, antipoliomielitico e antinfluenzale). In questo modo si possono proteggere i neonati senza dovere ricorrere a un’iniezione supplementare.

Si ritiene che tutti questi vaccini abbiano la stessa efficacia protettiva. Questa efficacia è molto buona nei neonati e nei giovani fino ai 20-25 anni (>95-98%), poi diminuisce in base ai fattori che limitano le risposte immunitarie, come l’età, l’obesità, l’uso di tabacco, i fattori genetici (HLA) e le malattie croniche. La protezione fornita dal vaccino viene mantenuta per tutta la vita, in primo luogo grazie agli anticorpi che si producono in seguito alla vaccinazione e in secondo luogo grazie alla memoria immunitaria.

Referenze:

Reichen J et al. Hepatitis B Virusinfektion: Diagnose, klinische Folgen, Therapie und Prophylaxe. PRAXIS 2002;91:307-319.

Allgemeine Empfehlungen zu Impfungen. Stand Juni 2003. Supplementum XVI zum blauen Ordner Infektionskrankheiten. Empfehlungen des Bundesamtes für Gesundheit (BAG) und der Schweizerischen Kommission für Impffragen (SKIF): 1-24.

Empfehlungen zur Hepatitis-B-Impfung. Bull BAG 1998;36:4-5.

Quali sono le dosi raccomandate e quali sono i tempi in cui effettuare la vaccinazione contro l’HBV?

Autore: Prof. Claire-Anne Siegrist

Aggiornamento: 10 / 2007

Risposta:

È necessario somministrare diverse dosi di vaccino contro l’epatite B; sono stati effettuati numerosi studi per individuare i migliori intervalli di tempo fra una dose e l’altra. Le strategie di vaccinazione attualmente utilizzate in Svizzera sono le seguenti:

  • Il trattamento classico consiste nel somministrare 3 dosi di vaccino contro l’epatite B con l’intervallo di 1 mese tra le prime due dosi, poi di almeno 4 mesi fra la seconda e la terza dose (cioè 0-1-6 mesi). Questo trattamento può essere utilizzato a qualsiasi età, dall’infanzia all’età adulta. Le prime 2 dosi offrono una protezione transitoria e inducono le cellule della memoria. La terza dose riattiva queste cellule della memoria e porta alla produzione di un’elevata quantità di anticorpi con una forte capacità di neutralizzare il virus dell’epatite B e dura decine di anni.
  • Una variante di questo programma di vaccinazione è stata sviluppata per gli adolescenti fra gli 11 e i 15 anni di età, che possono venire vaccinati con due dosi uguali a quelle somministrate negli adulti a distanza di almeno 4 mesi l’una dall’altra. Oggi, questo programma è autorizzato in Svizzera per 2 dei vaccini disponibili (Gen-H-B-Vax®, Aventis Pasteur MSD, e Engerix-B®, GlaxoSmithKline).
  • Esiste oggi un’altra variante per individui che devono essere vaccinati molto rapidamente, per esempio prima di un viaggio in un paese straniero. Questo trattamento veloce prevede la somministrazione di 3 dosi di vaccino nei giorni 0, 7, e 21-28. Per rafforzare la protezione, è necessaria una quarta dose del vaccino a distanza di 12 mesi dalla prima. Questo metodo consente una protezione individuale più veloce ma comunque di lunga durata.
  • Un’ulteriore variante riguarda specificamente i neonati. Per ridurre il numero di iniezioni che il neonato deve subire, il vaccino contro l’HBV è stato associato ad altri vaccini che sono raccomandati all’età di 2, 4, 6, e 15-24 mesi. In base a questo protocollo, il neonato riceve una dose aggiuntiva (a 6 mesi) perché manca un intervallo di 4 mesi fra la seconda e la terza dose. Tale dose aggiuntiva non comporta nessun rischio, anzi, aiuta a rafforzare la risposta immunitaria del neonato alla vaccinazione.
  • Infine il vaccino associato contro l’epatite B/epatite A viene somministrato in 2 dosi fino ai 15 anni di età (intervallo minimo: 6 mesi) e in 3 dosi negli adulti (a 0, 1, 6-12 mesi).

È sempre possibile completare una serie di vaccinazioni che è stata iniziata e poi interrotta. Anche se è passato un lungo intervallo di tempo dalla prima dose, basta solo somministrare le dosi mancanti. Non è necessario ricominciare tutto daccapo.

Referenze:

Reichen J et al. Hepatitis B Virusinfektion: Diagnose, klinische Folgen, Therapie und Prophylaxe. PRAXIS 2002;91:307-319.

Allgemeine Empfehlungen zu Impfungen. Stand Juni 2003. Supplementum XVI zum blauen Ordner Infektionskrankheiten. Empfehlungen des Bundesamtes für Gesundheit (BAG) und der Schweizerischen Kommission für Impffragen (SKIF): 1-24.

Empfehlungen zur Hepatitis-B-Impfung. Bull BAG 1998;36:4-5.

Hepatitis-B-Impfung mit 2 Dosen für Jugendliche. Bull BAG 2005 (20.02.2006); Nr. 23: 394.
Link:
http://www.bag.admin.ch/themen/medizin/00682/00684/01077/index.html?lang=de

Vaccination contre d’hépatite B en deux doses pur les adolescents. Bull OFSP 2005 (08.03.2006); no 23: 394.
Link:
http://www.bag.admin.ch/themen/medizin/00682/00684/01077/index.html?lang=fr

Quali sono le differenze fra la vaccinazione generale e la vaccinazione di individui considerati ad alto rischio?

Autore: Prof. Claire-Anne Siegrist

Aggiornamento: 07 / 1020

Risposta:

Quando è possibile identificare i fattori di rischio per una malattia, si può proporre la vaccinazione soltanto agli individui che presentano questi fattori di rischio. Per esempio, i vaccini antinfluenzali non sono raccomandati a tutta la popolazione, ma solo alle persone la cui fragilità li mette a rischio di sviluppare complicanze dovute all’influenza o alle persone a rischio di trasmettere l’influenza ad altri più deboli. La stessa strategia è stata applicata alla prevenzione dell’epatite B, identificando come fattori di rischio l’esposizione a sangue potenzialmente contaminato e i rapporti sessuali con una persona contagiata. Per l’epatite B, i gruppi a rischio comprendono gli individui a stretto contatto con una persona contagiata, i neonati nati da madri con epatite cronica B (che devono venire vaccinati alla nascita in modo da evitare il rischio del 90% di contrarre un’infezione cronica), tutti gli individui esposti a sangue potenzialmente contaminato o nel contesto della propria professione (per es., operatori sanitari, personale addetto alle ambulanze, poliziotti) o per esposizione a siringhe/aghi/utensili contaminati e infine persone che hanno diversi partner sessuali.

Questa strategia è molto efficace nel proteggere le persone a rischio per esempio i professionisti che operano in campo medico o gli amici intimi o i familiari di una persona contagiata. Sfortunatamente, gli studi hanno dimostrato che circa metà delle persone che contraggono un’epatite B non presentano apparentemente nessuno di questi fattori di rischio identificati! Ma se un giovane su 20 contrae un’epatite fra i 18 e i 45 anni di età e noi non siamo capaci di prevedere quale sarà, l’unica strategia possibile è quella di proteggere tutti con la vaccinazione! In Svizzera, dal 1998, le raccomandazioni per la vaccinazione contro l’epatite B hanno avuto come obiettivo non più solo i soggetti ad alto rischio ma ogni singolo giovane.

Referenze:

Reichen J et al. Hepatitis B Virusinfektion: Diagnose, klinische Folgen, Therapie und Prophylaxe. PRAXIS 2002;91:307-319.

Allgemeine Empfehlungen zu Impfungen. Stand Juni 2003. Supplementum XVI zum blauen Ordner Infektionskrankheiten. Empfehlungen des Bundesamtes für Gesundheit (BAG) und der Schweizerischen Kommission für Impffragen (SKIF): 1-24.

Empfehlungen zur Hepatitis-B-Impfung. Bull BAG 1998;36:4-5.

Qual è la posizione della Svizzera riguardo alla vaccinazione generale contro l’HBV?

Autore: Prof. Claire-Anne Siegrist

Aggiornamento: 10 / 2007

Risposta:

In Svizzera, la vaccinazione contro l’epatite B è raccomandata principalmente ai giovani fra gli 11 e i 15 anni, prima che abbia inizio la loro vita sessuale. Questa vaccinazione può essere effettuata a scuola o dal medico di famiglia. È pagata dall’assicurazione sanitaria, come tutti gli altri vaccini che sono raccomandati a tutta la popolazione.

Se le circostanze lo indicano, la vaccinazione contro l’epatite B si può effettuare anche in bambini più piccoli: alla nascita (bambini nati da madri infette), neonati (vaccini associati) o bambini che iniziano a camminare (vaccino contro epatite B/epatite A). La vaccinazione contro l’epatite B viene rimborsata dall’assicurazione a qualsiasi età sotto i 16 anni. Tuttavia, dal momento che il vaccino contro l’epatite A non è in genere raccomandato in Svizzera, il vaccino associato contro l’epatite B/epatite A (Twinrix) non viene rimborsato dall’assicurazione sanitaria come profilassi contro l’epatite B.

Referenze:

Reichen J et al. Hepatitis B Virusinfektion: Diagnose, klinische Folgen, Therapie und Prophylaxe. PRAXIS 2002;91:307-319.

Allgemeine Empfehlungen zu Impfungen. Stand Juni 2003. Supplementum XVI zum blauen Ordner Infektionskrankheiten. Empfehlungen des Bundesamtes für Gesundheit (BAG) und der Schweizerischen Kommission für Impffragen (SKIF): 1-24.

Empfehlungen zur Hepatitis-B-Impfung. Bull BAG 1998;36:4-5.

Qual è la posizione della Svizzera riguardo alla vaccinazione di individui ad alto rischio?

Autore: Dr. Virginie Masserey Spicher

Aggiornamento: 10 / 2007

Risposta:

Le raccomandazioni riguardo alla vaccinazione contro l’epatite B si basano su 3 diversi approcci:

  • Vaccinazione individuale di persone ad alto rischio (per es., personale medico, tossicodipendenti che usano droghe per via endovenosa, persone con diversi partner sessuali, ecc.);
  • Screening di donne gravide per l’HBsAg, con vaccinazione dei neonati se i test danno un risultato positivo;
  • Vaccinazione universale di tutti gli adolescenti (in Svizzera tra gli 11 e i 15 anni d’età).

La differenza fondamentale fra la vaccinazione individuale di persone ad alto rischio e la vaccinazione universale è che, con la vaccinazione individuale, si deve effettuare un controllo sierologico per verificare che la vaccinazione sia riuscita un mese dopo la terza iniezione del vaccino, mentre, nel caso della vaccinazione universale, non si effettua nessun controllo. Inoltre, nel caso della vaccinazione universale, non viene effettuata una pre-determinazione sierologica, mentre, nel caso delle persone a rischio, un esame preliminare che verifichi la presenza di anti-HBc è discriminante. Di norma, il personale medico non viene sottoposto ad alcun test preliminare (solo una piccola percentuale mostra segni evidenti di un’infezione da HBV), mentre tale test può essere giustificato nei tossicomani che usano droghe per via endovenosa, per esempio (un numero rilevante di questi mostra già segni di un’infezione da HBV attiva o pregressa). Le raccomandazioni applicabili alla Svizzera si basano sui seguenti documenti:

BAG: Raccomandazioni per la vaccinazione contro l’epatite B. Supplemento II (Situazione al dicembre 1997) File BAG “Malattie Infettive: Diagnosi e Lotta”
http://www.bag.admin.ch/infekt/publ/supplementa/d/suppl2_hepb.pdf

BAG/SKIF/SEVHEP: Raccomandazioni per la vaccinazione contro l’epatite B: Situazione al dicembre 1997. Bollettino BAG 1998: 5: 4-5.

Raccomandazioni per la vaccinazione contro l’epatite B. Aggiunte al Supplemento II del dicembre 1997. Bollettino BAG 1998; 36: 4-5.

Analisi dell’aspetto economico delle strategie alternative di vaccinazione contro l’epatite B in Svizzera. Bollettino BAG 1998; 4: 3-6.

Referenze:

Reichen J et al. Hepatitis B Virusinfektion: Diagnose, klinische Folgen, Therapie und Prophylaxe. PRAXIS 2002;91:307-319.

Allgemeine Empfehlungen zu Impfungen. Stand Juni 2003. Supplementum XVI zum blauen Ordner Infektionskrankheiten. Empfehlungen des Bundesamtes für Gesundheit (BAG) und der Schweizerischen Kommission für Impffragen (SKIF): 1-24.

Empfehlungen zur Hepatitis-B-Impfung. Bull BAG 1998;36:4-5.

I candidati alla vaccinazione devono essere sottoposti a un test preliminare e, in caso affermativo, con che modalità e quando?

Autore: Prof. Claire-Anne Siegrist

Aggiornamento: 10 / 2007

Risposta:

L’obiettivo dei test sierologici è quello di identificare le persone che hanno già contratto l’epatite B quando chiedono di venire vaccinate. Anche se non esiste alcun pericolo noto nel fatto di vaccinare persone che hanno già contratto l’epatite B, tale vaccinazione sarebbe comunque inutile. Inoltre, è importante che una persona con epatite cronica B conosca la propria malattia, in modo da venire seguita da un medico e trattata in base alle sue esigenze, invece di ritenersi protetta dalla vaccinazione.

Di conseguenza i test prima della vaccinazione sono indicati solo per gruppi di persone a rischio particolarmente alto. Non si deve effettuare nessun test prima della vaccinazione di neonati, bambini o ragazzi che vivono in Svizzera, perché il rischio di contrarre l’epatite B ha inizio essenzialmente con i primi rapporti sessuali. Si raccomanda invece di effettuare test sierologici (per gli anticorpi anti-HBc) negli adulti ad alto rischio di avere già contratto l’epatite B, gli individui, cioè, che sono esposti a sangue o liquidi corporei potenzialmente contaminati, vuoi nel contesto della propria professione (per es., operatori sanitari, personale addetto alle ambulanze, poliziotti) vuoi per esposizione a siringhe/aghi/utensili contaminati, come pure le persone che hanno diversi partner sessuali. Se il risultato del test è negativo, la vaccinazione va eseguita immediatamente; se è positivo, è troppo tardi perché la persona possa trarre vantaggio da una vaccinazione, e si deve completare la valutazione per determinare se si tratta di un’epatite acuta guarita o di un’epatite cronica.

Si deve prendere in considerazione la possibilità di eseguire dei test prima della vaccinazione per persone nate in Paesi altamente endemici, dove la prevalenza di epatite cronica B è elevata e la trasmissione del virus da madre a figlio frequente.

Referenze:

Reichen J et al. Hepatitis B Virusinfektion: Diagnose, klinische Folgen, Therapie und Prophylaxe. PRAXIS 2002;91:307-319.

Allgemeine Empfehlungen zu Impfungen. Stand Juni 2003. Supplementum XVI zum blauen Ordner Infektionskrankheiten. Empfehlungen des Bundesamtes für Gesundheit (BAG) und der Schweizerischen Kommission für Impffragen (SKIF): 1-24.

Empfehlungen zur Hepatitis-B-Impfung. Bull BAG 1998;36:4-5.

Gli individui vaccinati devono essere sottoposti a test routinariamente?

Autore: Prof. Claire-Anne Siegrist

Aggiornamento: 10 / 2007

Risposta:

I test effettuati dopo la vaccinazione consentono di identificare le persone che non hanno risposto al vaccino contro l’epatite B. Quando la vaccinazione viene somministrata a neonati, bambini, adolescenti o giovani adulti sani, è così efficace (>95-98%) che non è necessario eseguire alcun test successivamente.

I test sierologici (anticorpi anti-HBs) sono però necessari per alcune persone che hanno un rischio più elevato di contrarre epatite B, e precisamente:

  • Neonati di madri con epatite B;
  • Persone con malattia cronica o con sistema immunitario alterato;
  • Persone ad alto rischio di esposizione nella loro professione (operatori sanitari, personale addetto alle ambulanze, poliziotti).

Questi test sierologici aiutano a verificare che sia stata acquisita la protezione o a stabilire misure complementari da adottare. Queste misure possono essere: iniezione di dosi supplementari di vaccino, iniezione di anticorpi anti-epatite B in caso di esposizione accidentale, o esecuzione di test per rilevare un’epatite cronica B (che può essere anch’essa la causa del mancato sviluppo di anticorpi protettivi in risposta al vaccino).

Referenze:

Reichen J et al. Hepatitis B Virusinfektion: Diagnose, klinische Folgen, Therapie und Prophylaxe. PRAXIS 2002;91:307-319.

Allgemeine Empfehlungen zu Impfungen. Stand Juni 2003. Supplementum XVI zum blauen Ordner Infektionskrankheiten. Empfehlungen des Bundesamtes für Gesundheit (BAG) und der Schweizerischen Kommission für Impffragen (SKIF): 1-24.

Empfehlungen zur Hepatitis-B-Impfung. Bull BAG 1998;36:4-5.

Quali sono le linee-guida per le iniezioni di richiamo nel contesto della vaccinazione generale e della vaccinazione di individui ad alto rischio?

Autore: Prof. Claire-Anne Siegrist

Aggiornamento: 10 / 2007

Risposta:

È oggi accertato che le iniezioni di richiamo non sono necessarie per mantenere la protezione contro l’epatite B nelle persone sane. La serie iniziale di vaccinazioni induce anticorpi e cellule della memoria. Anche se gli anticorpi indotti dalla vaccinazione diminuiscono di numero col passare del tempo per poi alla fine scomparire, la memoria immunitaria persiste e aiuta a riattivare rapidamente la generazione di anticorpi protettivi in caso di infezione da HBV. Questi anticorpi neutralizzeranno il virus e impediranno l’insorgere di un’epatite cronica B e delle sue complicanze (cirrosi e carcinoma epatico).

Pertanto, le iniezioni di richiamo contro l’epatite B sono attualmente raccomandate solo per gli individui con epatite cronica o immunodeficienti, nei quali non si può garantire che la memoria immunitaria reagisca in modo sufficiente, rapido ed efficace.

Referenze:

Reichen J et al. Hepatitis B Virusinfektion: Diagnose, klinische Folgen, Therapie und Prophylaxe. PRAXIS 2002;91:307-319.

Allgemeine Empfehlungen zu Impfungen. Stand Juni 2003. Supplementum XVI zum blauen Ordner Infektionskrankheiten. Empfehlungen des Bundesamtes für Gesundheit (BAG) und der Schweizerischen Kommission für Impffragen (SKIF): 1-24.

Empfehlungen zur Hepatitis-B-Impfung. Bull BAG 1998;36:4-5.

Come si può definire un “non-responder” al vaccino e quali passi si devono intraprendere per questi soggetti?

Autore: Prof. Claire-Anne Siegrist

Aggiornamento: 10 / 2007

Risposta:

Sfortunatamente alcune persone non risultano protette contro il virus dell’epatite B dopo aver ricevuto 3 dosi di vaccino. Ciò accade soprattutto quando la vaccinazione viene effettuata dopo i 25 anni d’età e/o se vi sono alcuni fattori associati, come età, obesità, malattie croniche e fattori genetici (molecole HLA).

Quando, dopo 3 dosi di vaccino, non si rileva nessuna risposta sierologica, è consigliabile verificare se la persona ha già un’infezione virale cronica, che potrebbe essere la causa del mancato sviluppo di anticorpi in risposta al vaccino.

Se una persona che non ha un’infezione virale cronica non riesce a sviluppare anticorpi in risposta al vaccino dopo 3 dosi ed è ad alto rischio di esposizione (cioè neonati di madri contagiate, individui a stretto contatto con una persona contagiata, membri di professioni che sono spesso esposti al sangue) si possono proporre due approcci. Il primo consiste nel somministrare dosi aggiuntive di vaccino. Il 40-70% degli individui che non rispondono alle 3 dosi di vaccino rispondono dopo altre 3 dosi (essi vengono definiti "responders" deboli). In pratica si raccomanda di somministrare 2 dosi supplementari a un mese di distanza l’una dall’altra, e di eseguire quindi un test sierologico. Se i risultati del test sono ancora negativi, si può somministrare una sesta e ultima dose, dopo aver fatto trascorrere altri 6 mesi, per poi eseguire i test sierologici finali. I vaccini attualmente disponibili in Svizzera sono sufficientemente simili, e pertanto non vi sono indicazioni a cambiare il vaccino quando vengono somministrare le 3 dosi aggiuntive.

Se un soggetto ad alto rischio di esposizione al virus dell’epatite B non produce anticorpi dopo 6 dosi di vaccino, non trarrà alcun beneficio dalla protezione del vaccino; è pertanto inutile effettuare ulteriori vaccinazioni. In caso di esposizione accidentale a sangue contaminato, questa persona deve ricevere al più presto un’iniezione di anticorpi anti-HBs. Questa protezione passiva dura solo poche settimane e deve perciò venire ripetuta dopo ogni esposizione.

Referenze:

Reichen J et al. Hepatitis B Virusinfektion: Diagnose, klinische Folgen, Therapie und Prophylaxe. PRAXIS 2002;91:307-319.

Allgemeine Empfehlungen zu Impfungen. Stand Juni 2003. Supplementum XVI zum blauen Ordner Infektionskrankheiten. Empfehlungen des Bundesamtes für Gesundheit (BAG) und der Schweizerischen Kommission für Impffragen (SKIF): 1-24.

Empfehlungen zur Hepatitis-B-Impfung. Bull BAG 1998;36:4-5.

È giustificata la paura di conseguenze negative (come la sclerosi multipla) della vaccinazione contro l’HBV?

Autore: Prof. Claire-Anne Siegrist

Aggiornamento: 10 / 2007

Risposta:

Questa paura è nata dall’osservazione che in Francia, dove erano stati vaccinati contro l’epatite B 20 milioni di persone nel corso di alcuni anni, certi individui hanno sviluppato sclerosi multipla poco tempo dopo essere stati vaccinati. Anche se il vaccino contro l’epatite B si utilizza in tutto il mondo dal 1982 ed è stato ampiamente dimostrato che il suo uso è sicuro, era giustificato ipotizzare che la vaccinazione potesse aver innescato questa grave malattia. È stato giusto intraprendere studi che dessero una risposta alla domanda "la vaccinazione contro l’epatite B aumenta il rischio di sclerosi multipla?".

Nel 2002, sono stati riportati i risultati di più di 10 studi che avevano cercato di rispondere a questo interrogativo. Tutti questi studi, condotti in Francia, Inghilterra, Canada, e Stati Uniti, erano arrivati alla medesima conclusione: nessuno di essi dimostrava che il rischio di sviluppare sclerosi aumentava significativamente in seguito alla vaccinazione contro l’epatite B, né in seguito ad altre vaccinazioni analizzate.

Il rischio di sclerosi multipla purtroppo è un rischio presente nelle nostre popolazioni, dove si stima che riguardi 1-3 persone su 100.000. Tale rischio però non è né maggiore né minore nelle persone vaccinate contro l’epatite B. Anche le persone già colpite da sclerosi multipla possono venire vaccinate contro l’epatite B durante la fase di remissione, se fanno parte di un gruppo ad alto rischio. Inoltre, non è stato identificato nessun rischio nel fatto di vaccinare le persone che mostrano una predisposizione genetica allo sviluppo di sclerosi multipla (perché qualcuno della loro famiglia ha già questa malattia).

Pertanto, le raccomandazioni di vaccinazione contro l’epatite B non devono essere limitate a causa di questa paura. In Svizzera, l’Ufficio Federale della Sanità Pubblica, la Commissione Svizzera per le Vaccinazioni e l’Associazione contro la Sclerosi Multipla raccomandano di vaccinare tutti i giovani contro l’epatite B.

Referenze:

Reichen J et al. Hepatitis B Virusinfektion: Diagnose, klinische Folgen, Therapie und Prophylaxe. PRAXIS 2002;91:307-319.

Allgemeine Empfehlungen zu Impfungen. Stand Juni 2003. Supplementum XVI zum blauen Ordner Infektionskrankheiten. Empfehlungen des Bundesamtes für Gesundheit (BAG) und der Schweizerischen Kommission für Impffragen (SKIF): 1-24.

Empfehlungen zur Hepatitis-B-Impfung. Bull BAG 1998;36:4-5.

V Demicheli, A Rivetti, C Di Pietrantonj, CJ Clements, and T Jefferson.
Hepatitis B vaccination and multiple sclerosis: evidence from a systematic review. J Viral Hepat, 2003;10(5):343-344.

Hepatitis-B-Impfung und Multiple Sklerose. Stellungnahme des Bundesamtes für Gesundheit (BAG 15.09.2004).
Link:
http://www.bag.admin.ch/themen/medizin/00682/00684/01077/index.html?lang=de

Vaccination hépatite B et sclérose en plaques. Position de l'OFSP (15.09.2004).
Link:
http://www.bag.admin.ch/themen/medizin/00682/00684/01077/index.html?lang=fr